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Il cliente più temuto

il cliente impartisce gli ordini al designer

L’altro giorno, con altri designer, si è toccato l’argomento “il cliente che si intromette nella progettazione“, argomento ahimé ben conosciuto a chi fa questo mestiere.

Tutti ci auguriamo di avere a che fare con un cliente che sa bene ciò che vuole, che conosce il suo target e i suoi obiettivi, ma la dannazione di ogni grafico e web designer è il “cliente che vuole a tutti i costi imporre la sua idea”, che guarda caso è sempre terribile.

L’incubo vero è “l’immagine sotto in trasparenza“, chi di voi non si è sentito fare questa richiesta alzi la mano, a me personalmente è capitato varie volte (troppe).

Spesso chi è digiuno nella materia ama riempire ogni spazio bianco a disposizione, possibilmente con “effetti speciali“.  Ma lo spazio bianco ha un peso e una sua importanza! E forse spesso si tende a sopperire la mancanza di creatività e di eleganza con il caos visivo.

Altra categoria di clienti poco amati sono coloro che ti fanno fare trenta modifiche ad un layout, e mentre esegui tutte indicazioni passo passo, ti accorgi che sì, stai facendo esattamente quel che lui aveva in mente all’inizio, la stessa cosa orribile che gli avevi sconsigliato. Così mentre ti propone un Comic Sans per il lettering, “perchè è così simpatico” e ti fa inserire nella copertina del depliant o nella home del sito una foto scattata da lui stesso con il cellulare tu hai la precisa percezione di essere un burattino nelle mani di un novello Mangiafuoco e allora ti arrendi “Fa quel che vuoi…”

Un mio amico dice che riesce a persuadere il cliente dall’intromissione coatta nella progettazione mettendo le cose in chiaro fin dall’inizio “Io mi occupo di grafica, questo è il mio mestiere, io non le dico come fare i tubi, le macchine, i vestiti ecc. ma lei non mi dica come fare il mio mestiere“.

Certo lo farà con più diplomazia, ma il succo del discorso è questo, e pare che funzioni, anche se a volte mi chiedo se non abbia delle doti di ipnotismo!



L’immagine è stata estrapolata dal geniale fumetto preso da The Oatmeal.

Flash e non più Flash

steve jobs lancia disprezza flash

Parlando con molti web designer, ho notato che si da spesso per scontata una morte prematura a Flash, bollandola come tecnologia ormai inutile e obsoleta per la costruzione dei siti web.

Certo è che fino a qualche anno fa, di fronte ad una gallery animata, si poteva dare quasi per certo che nel sito c’era lo zampino di Flash; ora non è più così, gallery, slideshow, pannelli scorrevoli, e drag & drop nei siti di ultima generazione sono tutti gestiti da librerie Jquery.

Jquery che sembra essere il faro illuminante per molti web designer, per facilità d’uso, leggerezza del codice, e per il fatto che giri comunque su tutte le macchine che abbiano un codec Javascript (Iphone e Ipad compresi).

Ora, abbiamo capito tutti che Steve Jobs nei momenti di pausa-lavoro nella Apple organizza tornei di lancio del coltello ed il bersaglio è il rosso logo di Flash, abbiamo capito che HTML5 e CSS3 rivoluzioneranno tutto il modo di concepire il web, rendendoci finalmente liberi di sperimentare un HTML dinamico e interattivo senza la “schiavitù” di Flash, ma allora mi chiedo:
Perché i clienti continuano imperterriti a chiederci siti in Flash?
E soprattutto, perché negli annunci di lavoro le web agency continuano a cercare web designer esperti in Flash?
Il futuro di Flash non era delegato solo alla creazione di giochi? Qualcosa non torna, oppure noi siamo proiettati troppo avanti, e la realtà lavorativa, a quanto pare è un’altra.

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