Troppo Cool per Internet Explorer
2009.12.15 13:32:32
Come il designer finisce all'inferno..
 
How To Be a Graphic Designer Without Losing Your Soul

Dopo il successo mondiale del libro cult "How To Be a Graphic Designer Without Losing Your Soul" di Adrian Shaughnessy il tema del designer che perde l'anima e finisce all'inferno è tutt'orain voga: date un'occhiata alle vignette di The Oatmeal ;).

 



Tags: artisti | grafica


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2009.11.29 13:34:50
BioComunicazione

Anche Grafica Nexus 6 ha aderito a www.biocomunicazione.org, un progetto che vuole creare un network dei professionisti della comunicazione che sono sensibili a tematiche ambientali e responsabili del loro ruolo di comunicatori, e che hanno scelto di darsi un codice etico che autoregola la professione.

Nuove sensibilità nascono anche in settori che da sempre sono stati additati come poco etici, dove il fruitore del messaggio era considerato solo come un consumatore-pupazzo al quale instillare bisogni per spingerlo all'acquisto facendo leva spesso sui più bassi istinti umani. "Sono un pubblicitario: ebbene si, inquino l’universo" diceva Frederic Beigbeder.

Ora è invece in atto una rivoluzione morbida che mette al centro dell'attenzione l'uomo e rende consapevoli le persone all'interno di processi che inevitabilmente modificano e influenzano la società.
Biocomunicazione.org è un esempio di questo cambiamento, e noi non potevamo che aderire antusiati.

Come diciamo noi, la Comunicazione ha preso Coscienza.





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2009.10.04 16:04:41
Biologico e Comunicazione
Nexus 6 ha partecipato al convegno "Bio, tuo, suo" che si è tenuto al SANA (21° Salone Internazionale del Naturale) il 10 Settembre scorso, il tema centrale dell'evento verteva sul rapporto tra la comunicazione e il biologico.
Dopo un video con una selezione di spot pubblicitari, radiofonici di viral marketing nel web  riguardanti linee e prodotti bio, si è entrati nel vivo del dibattito analizzando la situazione attuale, partendo dall'assunto, condiviso da tutti che il biologico comunica poco e male.

I dati dicono che in periodo di recessione, il biologico continua a crescere a differenza del prodotto convenzionale, il 10% delle terre agricole in Italia sono coltivate a bio e che il 27% della popolazione consuma prodotti biologici (questo dato è stato contestato: secondo i dati di fatturato il 2% della popolazione italiana ne consuma regolarmente ed il 27% in questione solo occasionalmente).
Non esiste un consumatore tipo, la fascia di mercato è molto eterogenea, l'unico parametro rilevabile è la scolarità: chi consuma bio ha un scolarità maggiore.
L'obiettivo principale per tutti i presenti è sostanzialmente aumentare il volume e il valore del mercato che  attualmente è ancora solo una nicchia, ma le posibilità sono reali: pensiamo all'esempio della Svizzera, dove la COOP fattura il 50% dei prodotti alimentari col biologico.
L'intervento di Andrea Ruggeri, art director dell'agenzia pubblicitaria Jack Blutharsky ha bocciato lo stile comunicativo delle campagne pubblicitarie dove da sempre si ripetono immutati schemi iconografici ormai retorici:  "mangia sano, torna alla natura", famiglia felice ecc. o comparativi tra gli amanti della natura sani e allegri e i contaminati tristi e grigi. Inoltre l'errore principale del comunicare il biologico sta nell'uso degli stessi format del mass marketing, un advertising copiato dalla tv generalista americana perché attualmente il Biologico non ha un suo linguaggio “Rovesciato di segno, il biologico usa l'armamentario della pubblicità tradizionale. Il vero limite però sta altrove e precede le scelte iconografiche in senso stretto. I produttori del biologico vogliono restare una nicchia, amano questa dimensione. Ma non si può fare comunicazione se non si è convinti di uscirne vincenti” dice Ruggeri.
Qui mi permetto di dissentire da quel che dice Ruggeri, che da professionista della comunicazione ha colto perfettamente i limiti del linguaggio, analizzando lo stile ripetitivo delle campagne pubblicitarie del biologico, ma quando afferma che i produttori amano restare una nicchia, definendoli "fighetti" nel senso che  non vorrebbero far parte del mercato di massa perché si ritengono in qualche modo una minoranza illuminata, allora fa capire che l'art director non conosce la realtà della produzione del biologico. Facendo parte di un Gruppo d'Acquisto, avendo conosciuto gli agricoltori, le loro terre e i loro prodotti ho ben chiaro il perché il biologico non può entrare nel meccanismo della grande distribuzione.  Il biologico deve trovare innanzitutto dei canali distributivi alternativi a quelli dei centri commerciali e questo deve essere chiaro anche in chi ne progetterà la comunicazione, il discorso è più radicale e se volete, più rivoluzionario. Per questo motivo credo che una campagna pubblicitaria non possa essere strutturata secondo le canoniche regole dell'advertsing tradizionale, bisognerà tener conto di un budget limitato, limitare i mass media  tradizionali e puntare su altri canali comunicativi. Bisognerà accollarsi l'onere di assumere una finalità informativa (cosa questa che troverà contrari molti pubblicitari): comunicare  la superiorità dei nutrienti del prodotto, le diversità a livello chimico e le influenze  sulla salute, l'amore del produttore verso la sua terra, gli effetti positivi sull'ambiente ecc, e da qui strutturare un linguaggio peculiare del biologico, che sia alternativo e vincente.
Purtroppo però attualmente oggettivi ostacoli contrastano la comunicazione del bio: le lobby della produzione tradizionale e la totale assenza di comunicazione istituzionale. Su questo punto si è intervenuto al dibattito dove si è proposta una necessaria unione delle forze, una maggiore presenza delle associazioni, anche come pressione nei confronti delle istituzioni e dei mass media che continuano a ignorare il fenomeno bio che a tutti gli effetti è in forte crescita.
Chiara Egidi


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2009.08.25 14:54:44
Cos'è Guerrilla Marketing

Guerriglia marketing (dall'inglese Guerrilla Marketing) è una definizione coniata dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson nel 1984 nel suo libro omonimo per indicare una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l'utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull'immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali.


Uno dei primi esempi di guerrilla marketing è stato la leggenda metropolitana messa in rete, e da lì lanciata dagli altri media, in cui si parlava di quattro cineasti scomparsi in una foresta del Maryland nel 1994, di cui furono ritrovate le riprese a distanza di anni; un sito trattava del caso, e dopo poco uscì al cinema The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair.

L'uso forzato ed eccessivamente frequente ha portato ad un certo decadimento dell'efficacia.

Caratteristiche

Nel suo libro, Levinson identifica alcuni principi che rappresentano le linee guida del guerriglia marketing:

  • Il guerriglia marketing è uno strumento adatto agli imprenditori che non dispongono di grandi budget (stanziamento pubblicitario limitato)
  • Il metodo si basa sulla psicologia degli individui anziché sulla loro esperienza e capacità di giudizio
  • L'investimento nel guerriglia marketing si basa sul tempo, l'energia e l'immaginazione anziché sul denaro
  • Il metodo per misurare gli affari realizzati attraverso il guerriglia marketing è in termini di profitto anziché di vendite
  • Inoltre, il metro di giudizio è determinato dal numero di nuove relazioni instaurate ogni mese
  • È necessario creare uno standard di eccellenza realizzato attraverso focus specifici anziché diversificare l'offerta con diversi prodotti e servizi
  • Anziché concentrarsi sull'acquisizione di nuovi acquirenti, puntare a incrementare il numero di accordi commerciali con acquirenti esistenti
  • Dimenticare la competizione e concentrarsi sul modo di cooperare con altre tipologie di affari
  • Il guerriglia marketing deve essere sempre una combinazione di diversi metodi di marketing
  • Utilizzare le tecnologie esistenti come strumento per rafforzare il proprio marketing

Il Guerriglia Marketing in Italia

In Italia, il guerrilla marketing è entrato nei primi anni del duemila, sospinto dalla ricerca di nuove applicazioni dei sistemi di media hoax già sperimentati, senza scopi di business o advertising, da parte del nome collettivo Luther Blissett. Alcuni membri del Luther Blissett Project hanno dato vita a Roma a guerrigliamarketing.it, la prima organizzazione italiana che ha tentato, con successo, di applicare sistemi di marketing così audaci al business, come nel caso della bufala mediatica degli UFO (o sette sataniche) davanti all'Acquafan di Riccione, estate 2001, rivelatasi poi una campagna commissionata dallo stesso Comune.

Anche il mondo del non profit ha fatto uso della guerriglia mediatica. Un caso vistoso è rappresentato dall'iniziativa dell'associazione ambientalista Terra!, che ha collocato maschere antigas e cartelli stradali alle 150 statue storiche di Roma, per protestare contro le emissioni di CO2 e i gas serra (l'azione è stata poi replicata a Genova e Padova).

Due casi controversi sono la campagna di SKY  a supporto della serie Romanzo criminale e Street Museum a supporto del profilo tariffario Tim Tribù. Nel primo caso (ottobre 2008) sono stati posizionati di fronte al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma dei busti similmarmo riproducenti quattro appartenenti alla Banda della Magliana. L'operazione ha suscitato l'intervento del sindaco Gianni Alemanno, che ha definito la posa dei busti "un'operazione di cattivo gusto". Nel caso di Tim Tribù Street Museum sono state incorniciate alcune opere di StreetArt per lanciare un contest.

Molto discussa è stata anche l'operazione "Angeli Precari", con la quale Roma è stata tappezzata di volantini riproducenti due misteriosi angeli, Angelo Precario ed Angela Precaria, i quali cercando disperatamente qualcuno da proteggere invitavano ad essere contattati su Facebook. Si trattava di un'azione di guerrilla ideata per promuovere il nuovo e-shop di un'azienda orafa.

In un altro caso, per il lancio di una nuova marca di streetwear, Mifri, la società ha sfruttato le telepromozioni di un operatore telefonico all'apertura di gare sportive per diffondere il marchio: gli attori sono vestiti con una polo e con accessori con visibile il logo della neonata casa di moda italiana. Questo tipo di operazioni di guerrilla prendono il nome di Ambush marketing.

Fonte: Wikipedia




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2009.08.23 13:39:13
Creatività impegnata
I migliori progettisti scelgono di mettere la propria creatività al servizio di cause benefiche, finalmente grandi studi e grandi nomi del graphic design divengono sensibili a tematiche sociali e partecipano attivamente alla realizzazione di progetti benefici.
E' stato pubblicato  a giugno per raccogliere fondi per la National Autistic Society:  "Artism: Art for Autism", un libro voluto dal progettista Ryan Killen, a cui hanno partecipato molti colleghi di fama mondiale. Attulamente il progetto sembra essere in stand-by per via di mancanza di sponsor, ma l'idea è senz'altro nobile, e le creazioni tutte di altissimo livello grazie anche alla partecipazione di grandi nomi quali Ian Anderson, Jon Burgerman, Jonathan Barnbrook e Steve Price.

Proprio Steve Price, che ha già lavorato anche per Friend of the Earth, ha creato una serie di poster intitolati "Democrazy", con i quali mira ad accrescere la consapevolezza dei temi politici.
Celyn Brazier, illustratore e creatore di animazioni, ha realizzato uno spot per il WWF insieme al premiatissimo studio londinese Nexus Production, dedicato ai cambiamenti climatici "Because we All Connected" Le illustrazioni sono ispirate ai vecchi cartoni per bambini, ed il messaggio sull'interconnessione dell'uomo nell'ecosistema è rappresentato da una ruota, il "ciclo della vita".
Il designer Rishi Sodha ha fondato nel giugno dello scorso anno il collettivo Designers Against Human Rights Abuse (DAHRA) che conta ora più di 270 membri, attualmente DAHRA è alla sua seconda pubblicazione "3 minutes", a sostegno dei diritti umani in Tibet, realizzato in collaborazione con Tibet Relief Fund.
In realtà ci sono molte grosse agency che puntano a ottenere clienti che operano nel sociale, nel terzo settore ed in progetti umanitari. Purtroppo non credo che a muovere certe scelte sia una presa di coscienza improvvisa quando si realizzano contemporaneamente progetti per grosse corporation, grossi brand che spesso in primis violano i diritti umani, inquinano e non tengono conto delle tematiche ambientali nelle zone di produzione.
Quindi occhio: è vero che la progettazione si sta sensibilizzando a certe tematiche, ma non prendiamo per oro tutto ciò che luccica, restiamo attenti e non perdiamo la nostra dose di criticità di fronte a certe scelte sbandierate.


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2009.08.18 22:28:35
Carta Alga ecologica e "lagunare"!
Ci sono molti tipi di carte riciclate, con percentuali di fibre riciclate che variano fino al 100%, ci sono quelle ottenute con gli sbiancanti ottici (da evitare!!) e quelle che subiscono un trattamento con procedure più ecologiche (azoto, perossido di idrogeno, o particolari enzimi), ci sono infine carte prodotte con fibre alternative.
Come riconoscere la carta ecologica.
Tra i vari tipi ho trovato interessante la Carta Alga, creata con le alghe raccolte ogni estate nella laguna di Venezia mescolate a fibre FSC.
L' Alga Carta è una carta ecologica unica adatta per la scrittura, per uso grafico, cartotecnico, per carta intestata, ecc.
E' certificata FSC ed è prodotta con 100% energia verde (energia proveniente dalle risorse rinnovabili). Questa carta inoltre, unica al mondo, offre una soluzione geniale ed innovativa per la protezione del fragile ecosistema lagunare, per saperne di più vai al sito del produttore.
Sono molto interessata alle nuove produzioni ecologiche che utilizzano materiali alternativi, è un'attenzione che dobbiamo al nostro ambiente e che stimola la creatività e ci fa sperimentare strade nuove anche per quanto riguarda materiali poveri come la carta. E c'è chi nel frattempo ha cominciato anche ad autoprodurla...


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2009.08.18 15:34:06
ONP Award Concorso organizzato da Pubblicità Progresso

C'è tempo fino al 30 Settembre per partecipare alla seconda edizione dell'ONP Award, concorso dedicato alle Onlus organizzato da Pubblicità Progresso.


Il concorso ha come finalità quella di ricordare l’importanza della creatività per raggiungere in modo efficace i target di riferimento e per poter ottenere i risultati auspicati. Per questo saranno valorizzate le campagne video realizzate da ONP (Organizzazioni Non Profit) che dimostrino capacità creatività e volontà di innovare. 

>> Vai al bando di concorso




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2009.08.17 11:47:23
"Noi siamo i nostri ricordi".

Ci piace l'idea di Evoluzione, come in Blade Runner, il cult movie di Ridley Scott dove l'uomo cerca la sua identità, la sua storia, ed evolve/involve(?) allo stato di replicante: un Nexus 6.
I Nexus 6 non posseggono una memoria reale ma hanno ricordi impiantati per essere simili a uomini, "noi siamo i nostri ricordi" è una frase chiave del film: quel che siamo oggi è il risultato di ciò che abbiamo vissuto.
Su questo punto ci piace "indagare" e di come sia soprattutto a livello emozionale che si forma la nostra identità, la comunicazione svolge un compito chiave in questo processo.

 Do Androids Dream of Electric Sheep?



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2009.06.10 13:42:30
NoLogo Spot Festival

Il 19 ed il 20 marzo 2009 a Torino si è svolto il NoLogo Spot Festival, un video concorso di idee sulla comunicazione sociale. Nato come occasione per denunciare e sensibilizzare attraverso l’impiego di strumenti e linguaggi contemporanei ed innovativi, è divenuto ormai un vero e proprio "contenitore" di messaggi veloci e di impatto, portando sul "grande schermo" quel genere di pubblicità che non "vende" altro che idee, opinioni, riflessioni.

Un' occasione, questa, per entrare nel vivo delle riflessioni sulla comunicazione sociale e per capire i meccanismi e gli strumenti della pubblicità non commerciale, che nasce ad di fuori della sfera puramente "informativa" e propone ai suoi destinatari di "passare all’azione".

Per guardare tutti gli spot che hanno partecipato al concorso visita il sito ufficiale: NOLOGO SPOT FESTIVAL





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2009.05.25 21:36:51
Evoluzioni Grafiche

La necessità di esprimersi
Nexus 6's Blog raccoglie tutte le forme di espressione che il mercato non considera.
E' un occhio aperto, una mano protesa verso tutto ciò che ci accade attorno di bello, di nuovo. Siamo qui per captare le evoluzioni e sperimentare qualsiasi forma di comunicazione visiva o verbale, in ogni caso, forme artistiche di qualunque tipo,  culture jammin, guerrilla art, ma anche marketing non convenzionale e arte urbana.





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