I migliori progettisti scelgono di mettere la propria creatività al servizio di cause benefiche, finalmente grandi studi e grandi nomi del graphic design divengono sensibili a tematiche sociali e partecipano attivamente alla realizzazione di progetti benefici.
E' stato pubblicato a giugno per raccogliere fondi per la National Autistic Society:
"Artism: Art for Autism", un libro voluto dal progettista
Ryan Killen, a cui hanno partecipato molti colleghi di fama mondiale. Attulamente il progetto sembra essere in stand-by per via di mancanza di sponsor, ma l'idea è senz'altro nobile, e le creazioni tutte di altissimo livello grazie anche alla partecipazione di grandi nomi quali Ian Anderson, Jon Burgerman, Jonathan Barnbrook e Steve Price.
Proprio
Steve Price, che ha già lavorato anche per Friend of the Earth, ha creato una serie di poster intitolati
"Democrazy", con i quali mira ad accrescere la consapevolezza dei temi politici.
Celyn Brazier, illustratore e creatore di animazioni, ha realizzato uno spot per il WWF insieme al premiatissimo studio londinese
Nexus Production, dedicato ai cambiamenti climatici "Because we All Connected" Le illustrazioni sono ispirate ai vecchi cartoni per bambini, ed il messaggio sull'interconnessione dell'uomo nell'ecosistema è rappresentato da una ruota, il "ciclo della vita".
Il designer
Rishi Sodha ha fondato nel giugno dello scorso anno il collettivo
Designers Against Human Rights Abuse (DAHRA) che conta ora più di 270 membri, attualmente DAHRA è alla sua seconda pubblicazione "3 minutes", a sostegno dei diritti umani in Tibet, realizzato in collaborazione con Tibet Relief Fund.
In realtà ci sono molte grosse agency che puntano a ottenere clienti che operano nel sociale, nel terzo settore ed in progetti umanitari. Purtroppo non credo che a muovere certe scelte sia una presa di coscienza improvvisa quando si realizzano contemporaneamente progetti per grosse corporation, grossi brand che spesso in primis violano i diritti umani, inquinano e non tengono conto delle tematiche ambientali nelle zone di produzione.
Quindi occhio: è vero che la progettazione si sta sensibilizzando a certe tematiche, ma non prendiamo per oro tutto ciò che luccica, restiamo attenti e non perdiamo la nostra dose di criticità di fronte a certe scelte sbandierate.